Ottocento anni dopo, il traguardo parla di lui. Il 2026 segna l’VIII Centenario del Transito di San Francesco, morto la sera del 3 ottobre 1226. Per celebrare questo anniversario, la medaglia della 42K San Francesco Marathon 2026 è dedicata al luogo più caro al Santo: la Porziuncola.

La Porziuncola al centro
Al cuore della medaglia campeggia, in rilievo, una versione stilizzata della piccola chiesa custodita oggi all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli. Si riconoscono la facciata in pietra, il portale ad arco, il campaniletto a vela e la decorazione affrescata sopra l’ingresso. Fu qui che Francesco comprese la sua vocazione, qui accolse i primi frati e Santa Chiara, e qui, accanto a questa chiesetta, chiese di essere riportato per affrontare il suo ultimo passaggio, quello che la tradizione francescana chiama appunto Transito.
La chiesa è incorniciata da un’apertura traforata che ne ricalca il profilo, così che il simbolo sembri sospeso all’interno della medaglia. Sotto, la scritta San Francesco Marathon 2026.
Un anello che racconta un anniversario
Lungo il bordo corre la scritta “Ottavo Centenario del Transito di San Francesco”, un filo che lega i 42,195 chilometri della gara agli ottocento anni che ci separano dal 1226. La finitura bronzo, calda e leggermente brunita, richiama la pietra di Assisi e la semplicità che Francesco ha scelto per tutta la vita.
A completare la medaglia c’è il nastro blu con bordi oro, con il logo della San Francesco Marathon, la sagoma di un runner in corsa e la distanza regina: 42.195K.
Un traguardo da portare con sé
Chi taglierà il traguardo della maratona porterà a casa non solo il ricordo di una grande fatica, ma anche un piccolo pezzo di storia: un segno dell’anno in cui Assisi e il mondo intero ricordano gli ottocento anni dal Transito di Francesco.
Ci vediamo al via. E soprattutto, ci vediamo al traguardo.

